Risultati Consultazione
Mese di Novembre 2011

Tema Consultazione:
"Indagine sull'accesso dei giovani all'informazione"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

I giovani preferiscono internet e i social network

Dalle risposte raccolte nell'ambito della consultazione "Indagine sull'accesso dei giovani all'informazione", è emerso che il canale preferito dai giovani coinvolti nella compilazione del questionario (prevalentemente donne, di Enna, diplomate e in fascia d'età compresa tra i 25 e i 34 anni), relativamente all'informazione è in assoluto internet (79,5%), seguito dai social network con il 44,3%.
Questo dato viene confermato anche per quanto riguarda l'acquisizione di informazioni di specifico interesse giovanile, dove la percentuale dell'uso di internet sale al 96,6% e i social network acquisiscono l'87,5%.
I servizi di informazione della Rete Eurodesk di Enna, conosciuti ed utilizzati, sono soprattutto il sito web, la pagina facebook e lo Sportello Eurodesk Enna.
Importante l'apprezzamento rivolto al servizio della newsletter settimanale che totalizza il 33% del totale delle preferenze.
Interessante rilevare che ai vertici degli interessi dei giovani ci sono la Formazione (56,8%) e il Lavoro – stage e tirocini (71,6%), seguiti da cultura e tempo libero, mobilità internazionale e Creazione d'impresa.
Inoltre i giovani ritengono l'informagiovani poco efficace come strumento informativo, che viene di gran lunga superato ancora una volta da Internet (93,1%)e dai social network (62,8%), ritenuti invece molto efficaci.

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Mese di Dicembre 2011

Tema Consultazione:
"Giovani e Volontariato: la conferma di un crescente impegno sociale"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

I dati raccolti nell'ambito della consultazione "Giovani e volontariato" hanno indicato che, nonostante le statistiche generali dipingono i giovani disimpegnati e individualisti, invece la maggior parte di loro (66,7%) fa volontariato e dedica parte del tempo (42,3%) alla solidarietà da meno di cinque anni (60,7%), ritenendo che il proprio operato sia abbastanza apprezzato (64,3%) e in alcuni casi anche molto apprezzato (25%). Anche in questa seconda consultazione i giovani, coinvolti nella compilazione del questionario, sono prevalentemente donne di Enna, diplomate e in fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni. I dati rilevati dicono che gli ambiti scelti per svolgere attività di volontariato sono la cultura con il 25,9%, seguita immediatamente dall'ambiente con il 22,2%. Si discosta lievemente il dato relativo agli ambiti per chi ha svolto attività di volontariato nel passato che rileva, invece con il 21,4%, l'ambito socio assistenziale.

Esigenza di impegno sociale e personale, aiutare la comunità d'appartenenza e l'urgenza di far fronte ai bisogni che lo stato non soddisfa, sono le motivazioni preminenti che spingono i giovani verso la scelta a svolgere attività di volontariato. Ma l'esperienza in questo ambito viene vista, dal 30,8%, anche come un'esperienza da mettere a frutto nell'ambito lavorativo o anche per mettere in gioco le proprie capacità (57,7%). Interessante rilevare che si è perfettamente ripartito in due il campione dei giovani sulla domanda relativa alla conoscenza dello SVE (Esperienza di formazione per giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, da svolgere in un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi .I partecipanti hanno l' occasione di conoscere meglio un altro Paese, un'altra cultura, un'altra lingua, partecipando alla realizzazione di un progetto utile alla collettività in specifiche iniziative a carattere locale, migliorando il proprio bagaglio di esperienze personali e culturali).

Ma altrettanto interessante è rilevare che il 50% dei "NO", sarebbe interessato a conoscere ed approfondire le tematiche legate allo SVE (75%). Le motivazioni sono prevalentemente legate all'esigenza dei giovani di esprimere la propria partecipazione attiva anche in ambito Europeo, mettendo a disposizione il proprio impegno e la propria competenza personale. Il 60,0% considera il volontariato europeo un'opportunità che stimola la solidarietà tra cittadini dell'UE, mentre il 66,7% considera tali esperienze utili per l'apprendimento di competenze attraverso modalità non formali. Inoltre i giovani ritengono che l'esperienza di volontariato europeo migliora di molto l'acquisizione di competenze a vantaggio del proprio sviluppo personale (48,3%),consente l'apprendimento e il perfezionamento delle lingue (72,4%) e la scoperta di culture e modi di vivere diversi dal proprio (58,6%). Il 34,5% considera poco rilevante l'esperienza vista come una vacanza-studio ma alla stessa domanda il 37,9% indica, invece, che tale esperienza è un'importante opportunità per una vacanza alternativa. In generale i giovani interpellati non considerano per nulla negativa l'esperienza di volontariato all'estero, anzi si rileva una certa disponibilità ad allontanarsi dalla famiglia e dagli amici senza grande preoccupazione (60,7%). Inoltre, è espresso il desiderio di offrire il proprio contributo non solo nell'ambito della sola comunità d'appartenenza ma, soprattutto, non si considera l'esperienza come un'interruzione poco proficua per il corso di studi avviato.

Il 100% ritiene utile aderire e partecipare ad attività promosse da Associazioni di volontariato e predilige associazioni che svolgono la loro attività prevalentemente nell'ambito della difesa e della promozione dei diritti dell'uomo (44,4%).

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Mese di Gennaio 2012

Tema Consultazione:
"Rapporto tra i Giovani ed il Lavoro: la conferma di una emergenza"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

I dati raccolti nell'ambito della consultazione "Rapporto tra i giovani e il lavoro" effettuata nel mese di gennaio 2012 dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna hanno evidenziato, da parte dei giovani aderenti all'iniziativa, che, la maggior parte di loro risulta essere disoccupato o in cerca di prima occupazione (61,5%) e l'11,5% lavora con un contratto di lavoro atipico. Inoltre, il 76% vive a casa con i propri genitori e una minore parte risulta coniugata (16%). Alla domanda su come si arrivi alla fine del mese dal punto di vista economico si evince che, la maggior parte delle famiglie ha qualche difficoltà (52%) e solo il (36%) esprime molta difficoltà e preoccupazione.

La maggior parte dei giovani si è attivato (75,2%) alla ricerca di un lavoro, grazie alle tecnologie odierne internet (50%) e grazie alle conoscenze personali e familiari (44,4%).

La maggior parte dei giovani è disponibile a frequentare attività formative per arricchire il proprio profilo professionale (87,5%).

Per i giovani le priorità per il mercato del lavoro, anche, con riferimento alla provincia di Enna, sono la riduzione della disoccupazione (87,7%) e l'aumento dei salari (45,8%).

Interessante rilevare che su "Cosa conta di più nella scelta di un lavoro" le risposte sono molto eloquenti: (Aspetto economico 78,3%, Inquadramento professionale 65,2%, Tipologia contrattuale 52,2%).

Sul perché i giovani fanno fatica a trovare lavoro è stata indicata una precisa causa: le aziende non investono sui giovani (87,7%).

I giovani sperono di trovare lavoro in Provincia di Enna (77,3%), senza trascurare che il 47,8% sarebbe interessato a fare un esperienza di lavoro in altre regioni d'Italia.

Inoltre, il 70,8% dei giovani è interessato a fare un esperienza lavorativa all'estero (lavoro stagionale, tirocini formativi, ect…) ed è disposto ad esperienze lavorative di 3 mesi e di oltre un anno all'estero (35,3%). Infine, in merito a cosa si pensa sul lavoro sommerso i giovani sono del parere che indebolisce il sistema produttivo italiano(66,7%) ed è sbagliato perché favorisce alcune imprese in frode alla legge.

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Mese di Febbraio 2012

Tema Consultazione:
"I giovani e la città: tra opportunità, disagi e speranza…."

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

Interessanti indicazioni rilevate dalla consultazione su "I giovani e la città: tra opportunità, disagi e speranza….", organizzata nel mese di febbraio dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna.
Cosa si aspettano esattamente i giovani dalla città nella quale vivono? Come si pongono nei confronti delle istituzioni? Sono disponibili a partecipare attivamente alla vita sociale, politica e culturale?
Le ragioni di una consultazione dal tema "I giovani e la città: tra opportunità, disagi e speranza…", sono strettamente legate alla considerazione che i giovani, "sensori" della realtà sociale, esprimono bisogni e ideali perché sono protagonisti non solo del futuro, ma anche del presente.
A differenza delle precedenti consultazioni, stavolta hanno risposto in maniera equa sia uomini che donne, diplomati e in fascia d'età compresa tra i 18 e i 34 anni.
Dalla lettura dei risultati emerge che i giovani ritengono che la propria città sia ricca di risorse non valorizzate e di potenzialità inespresse (67,5%) e con poche prospettive di sviluppo (62,5%). Inoltre emerge chiaramente una forte domanda di socializzazione. Non è vero che i giovani sono attenti alla sola dimensione privata: chiedono maggiori occasioni di incontro e di socializzazione, mediante la creazione di spazi culturali per i giovani (56,1%) e il sostegno alle associazioni culturali e ricreative (24,4%). Il 65,9% ritiene che la città offre occasioni di incontro e socializzazione e li identifica soprattutto nelle piazze, quartieri e luoghi pubblici (77,8%), negli oratori/parrocchie (74,1%) e nelle associazioni culturali e ricreative (40,7%).
Abbastanza soddisfatti della propria città (39%), i giovani vogliono impegnarsi per la propria collettività, attraverso la partecipazione alla vita sociale, ritenendo tale partecipazione indispensabile e utile (entrambe le risposte hanno ottenuto il 47,5%), anche se ritengono che al momento sono ancora pochi coloro che spendono il proprio tempo per la collettività (65%).
La maggior parte dei giovani esprime il desiderio di impegnarsi per la propria città, ma emergono forme d'impegno che superano le vecchie strutture e i vecchi meccanismi di partecipazione: il 90% ritiene importante la promozione di politiche giovanili mediante l'investimento di adeguate risorse, il 52% ritiene che sia molto importante promuovere un intenso rapporto tra gli Enti locali e i giovani negli ambiti di loro interesse (formazione, cultura, lavoro, tempo libero, volontariato, sport…), più del 45% ritiene abbastanza importante partecipare all'attività di partiti e all'attività di associazioni. Interessante rilevare che il 44,7% ritiene che sia molto importante confrontarsi e proporre iniziative all'interno della scuola, dialogare con i propri genitori (47,5%), ma anche costituire associazioni tematiche e di volontariato (50%).
I giovani dimostrano di avere le idee chiare relativamente ai settori sui quali occorre intervenire prioritariamente per migliorare il proprio benessere: al primo posto si colloca la promozione di attività ed eventi culturali (teatro, cinema, concerti…) con il 75%, segue il verde pubblico con il 70%. Viabilità, impianti sportivi, recupero e valorizzazione del centro storico ottengono una media del 63%, seguiti da trasporto pubblico e traffico/parcheggio con circa il 40%. Interessante rilevare che il 25% ritiene che per migliorare la qualità della vita occorra intervenire a favore della creazione e del miglioramento di asili nido e ludoteche.
Rispetto al ruolo delle Istituzioni e alle priorità da affrontare si rileva l'esigenza di riqualificazione e progettazione di spazi urbani per la socialità (65%), la creazione di spazi per i giovani a sostegno della creatività (62,5%) e la creazione e messa norma di impianti sportivi (50%). Di estrema importanza vengono considerati la comunicazione e informazione (es. reti wi-fi gratuite – 64,1%), la promozione dell'associazionismo (60%), il coinvolgimento nelle scelte della città (62,5%), il sostegno ai giovani in condizioni di disabilità (67,5%), la prevenzione del disagio sociale (67,5%), gli interventi a sostegno della creazione d'impresa (77,5%), le azioni a sostegno dell'occupazione delle donne (62,5%).
Seguono con il 56,4% i tempi/orari della città, l'accesso agevolato ad eventi, pratica sportiva e trasporti (50%), gli interventi sul sistema educativo e universitario (50%) ed infine la promozione di percorsi integrati scuola/lavoro (55%).
La consultazione, pur non avendo valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

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Mese di Marzo 2012

Tema Consultazione:
"Donne e pari opportunità"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

La consultazione sul tema "Donne e pari opportunità", organizzata nel mese di marzo dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna e dalla Commissione Provinciale Pari Opportunità, ha registrato una maggiore partecipazione di donne (76,5%) a fronte di un 23,5% di uomini.
La lettura dei dati inerenti l'età mette in evidenza una maggiore partecipazione di giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni (88,2%), prevalentemente diplomati (37,5%) o in possesso di laurea specialistica (43,8%).
Dalla lettura dei risultati emerge che la totalità della popolazione ha sentito parlare della Giornata mondiale della donna così come è a conoscenza che l'8 marzo ricorda la morte di 129 donne operaie in una fabbrica di New York nel 1908 (94,1%).
Alla domanda su che cosa rappresenta oggi la data dell'8 marzo l'opinione dei partecipanti il 41,2% ritiene che è un'occasione per ricordare i diritti delle donne; il 35,3% pensa che è il giorno delle conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne; il 23,5% è del parere che l'8 marzo è una ricorrenza di carattere commerciale.
Altrettanto interessante è rilevare che il 58,8% reputa che oggi la festa delle donne ha ancora "valore", mentre il 41,2% ha risposto di no.
Tutti i partecipanti hanno sentito parlare di uguaglianza di genere e sono a conoscenza che il significato di "pari opportunità" equivale a "pari diritti e doveri".
La maggior parte dei giovani (92,3%) è del parere che ancora oggi le donne sono ostacolate, rispetto agli uomini, sia nel mondo del lavoro che nella politica e nella vita sociale. Le motivazioni che contrastano l'affermazione delle donne riguardano, soprattutto, la sottovalutazione delle capacità femminili (69,2%), la mancanza dei servizi a sostegno della famiglia (asili nido, assistenza agli anziani, etc…) con il 61,5%, il mantenimento ad ogni costo dei posti di potere (61,5%) ed, infine, i tempi/orari (46,2%).
Rispetto all'argomento spinoso che riguarda la tutela delle donne che subiscono violenza, i giovani ritengono che ancora su questo fronte si fa poco (76,9%) o nulla (7,7%), anche se il 15,4% ritiene che si faccia abbastanza.
Interessante quanto emerso circa le priorità che riguardano gli obiettivi per il perseguimento della parità tra uomo e donna: con il 76,9% si colloca al primo posto l'obiettivo che riguarda la dignità, l'integrità e la fine della violenza nei confronti delle donne; seguono, con il 61,5% l'indipendenza economica e la parità nei processi decisionali; mentre, fanalino di coda, è l'obiettivo che riguarda la parità di retribuzione (50%).
Infine alla domanda relativa alle quote rosa che ha previsto la possibilità di risposte multiple, il 53,8% dei giovani ritiene che sia molto importante e giusto che in politica, nei CdA delle aziende quotate e delle società a partecipazione pubblica, sia garantita una quota parte alle donne. Ma anche il 53,8% pensa che occupare un posto di potere non può dipendere dal genere a cui si appartiene, piuttosto dal merito e dalle capacità personali. Solo il 40% è assolutamente indifferente alla questione delle quote rosa.

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Mese di Aprile 2012

Tema Consultazione:
"Giovani, cultura e tradizioni"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

La consultazione sul tema "Giovani, cultura e tradizioni", organizzata nel mese di aprile dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna, ha registrato una maggiore partecipazione di uomini (62,5%) a fronte di un 37,5% di donne.
La lettura dei dati inerenti l'età mette in evidenza, ancora una volta, una maggiore partecipazione di giovani in età compresa tra i 25 e i 34 anni (53,3%), prevalentemente in possesso di laurea specialistica (37,5%).
L'87,5% dei giovani reputa che ancora oggi ha senso considerare la "tradizione" con il suo originario significato e cioè consegna, trasmissione nel tempo di memorie, di notizie, di testimonianze (racconti storici, miti, poesie, formule sacre, consuetudini, leggende, credenze, canti, balli…) e che tutto ciò rappresenta un vero e proprio patrimonio della cultura del proprio territorio (81,3%).
Ignorare il mondo della cultura popolare, quindi, per l'87,5%, significa ignorare la storia e le proprie radici.
Interessante rilevare che il 93,8% delle risposte raccolte indica una conoscenza ma anche un apprezzamento delle tradizioni del paese nel quale si vive, reputando le stesse come qualcosa di vivo e di aggregante per la comunità (68,8%), anche se il 25% ritiene che l'aggregazione in fondo è per pochi simpatizzanti.
Il 56,3%, pensa che le tradizioni ed il folklore non sono solo un patrimonio da tutelare, ma sono anche un modo per valorizzare il territorio ed una risorsa economica importantissima (37,5%). Inconsueto è il dato secondo il quale il 93,8% ritiene che le tradizioni popolari non si possono considerare un "business" fine a se stesso, svuotato dello spessore culturale insito nell'argomento, così come il 93,8% non le considera "una perdita di tempo e di soldi".
Circa la rilevazione relativa alla conoscenza di Associazioni del territorio che si occupano anche di turismo e cultura, il 53,3% ha risposto di non conoscerne; di contro il rimanente 46,7% ha indicato invece di conoscerne ed in particolare sono state indicate: l'Associazione Igino Giordani, il Gruppo Folkloristico Kore, l'Archeoclub, la Proloco, il Gal Rocca di Cerere e l'Associazione dante Alighieri. Il 62,5% pensa che partecipare alle attività promosse dalle Associazioni potrebbe accelerare il processo di promozione e valorizzazione delle tradizioni, cercando di sostenere soprattutto l'aspetto religioso (50,0%), l'aspetto letterario (50,0%), le feste tradizionali (62,5%), il dialetto (50,0%) e la cucina e le ricette tipiche locali (62,5%).
La consultazione, pur non avendo valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

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Mese di Giugno 2012

Tema Consultazione:
"Giovani, e l'Europa"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

La consultazione sul tema "Giovani, e l'Europa", organizzata nel mese di Giugno dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna, ha registrato una maggiore partecipazione di donne (53,3%) a fronte di un 46,7% di uomini.
La lettura dei dati inerenti l'età mette in evidenza una maggiore partecipazione di giovani in età compresa tra i 18 e i 24 anni (55,2%), prevalentemente in possesso di laurea specialistica (42,9%).
I giovani reputano che ha senso considerare "l'Europa" un'opportunità (82,8%), piuttosto che una minaccia, in quanto l'Europa favorisce gli scambi interculturali e la mobilità internazionale, la formazione ed il lavoro(53,3%), senza trascurare il 43,3% dei giovani che esige il rispetto della carta dei diritti fondamentali (dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e rispetto dei diritti umani).Tra gli obiettivi del processo d'integrazione europea, i giovani ritengono più importante le politiche di tutela per il lavoro ( 70%).
Per quanto riguarda il concetto di cittadinanza Europea, la maggior parte dei giovani (40%) la considerano come un'integrazione tra popoli di diversa cultura, lingua e tradizione anche se il 36,7% considera la cittadinanza europea un insieme di diritti comuni a tutti i cittadini dei paesi membri esprimibili su tutto il territorio dell'UE.
Interessante rilevare che i giovani intervistati, pur residenti nel nostro territorio provinciale, sentono di appartenere all'Europa (40,0%) Il 50%,dei giovani vorrebbe avere maggiori informazioni di respiro europeo per quanto riguarda il risiedere e lavorare all'estero e il 40% per quanto riguarda lo studio e la formazione in un altro paese dell'UE.
Relativamente agli ambiti verso i quali occorre un maggiore intervento dell'UE, si è registrato un maggior interesse verso le tematiche legate alle politiche occupazionali (56,7%), seguito da ambiente e sicurezza e giustizia con rispettivamente il 10%.
Secondo il 66,7% dei giovani intervistati ritiene che le informazioni sull'Unione Europea sono abbastanza diffuse.
Infine è incoraggiante rilevare che negli ultimi due anni l'80% dei giovani si è recato in un paese Europeo per vacanza (34,8%) e per lavoro (34,8%).

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Mese di Novembre 2012

Tema Consultazione:
"I giovani e l'impresa"

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La consultazione, pur non avendo una valenza statistica, intende essere lo strumento per instaurare un rapporto con i giovani, disponibili ad esprimere le proprie posizioni, per consentire una interpretazione dei loro bisogni ed aspettative per il futuro.

La consultazione sul tema "Giovani, e l'impresa", organizzata nel mese di Novembre dal Punto Locale Eurodesk gestito dalla Provincia Regionale di Enna, ha registrato una maggiore partecipazione di uomini (64%) a fronte di un 35,9% di donne.
La lettura dei dati inerenti l'età mette in evidenza una maggiore partecipazione di giovani in età compresa tra i 25 e più di 34 anni (77,5%), prevalentemente in possesso di diploma (35,5%).
L'80% dei giovani intervistati è a conoscenza che la Provincia Regionale ha approvato di recente un Regolamento per l'erogazione di incentivi a sostegno della creazione di nuove imprese.
L'informazione è stata acquisita attraverso la consultazione dei siti istituzionale dell'Ente (36,7%), ma anche attraverso amici e conoscenti (26,7%) e mediante la consultazione della newsletter settimanale di Eurodesk (16,7%).
La maggior parte dei giovani intervistati hanno pensato di avviare un'attività imprenditoriale (87,5%), ed il 75% di loro sarebbe disposto ad avviare un'attività nel settore della fornitura di servizi.
Interessante rilevare che solo il 52,5% sarebbe in grado di portare a termine autonomamente tutti gli adempimenti previsti per iniziare un'attività d'impresa.
Alla domanda relativa alla conoscenza di uno sportello della Provincia Regionale di Enna dedicato all'informazione, all'orientamento e all'accompagnamento per la creazione d'impresa, solo il 26,3% dei giovani è da tempo a conoscenza del servizio.
Invece l'81,8% degli intervistati si rivolgerebbe ad un consulente per verificare la fattibilità dell'idea di impresa, mentre 73.7% richiederebbe la consulenza ad un'associazione di categoria. Gli aspetti che necessiterebbero di accompagnamento alla progettazione sono la verifica del piano economico-finanziario (73%), la verifica del piano degli investimenti (59,5%) e l'impostazione dell'idea imprenditoriale. Seguono, con uno scarto di percentuale minimo, l'analisi dei prezzi e degli obiettivi di vendita e la verifica delle competenze delle competenze tecnico-manageriali del proponente (48,6%), l'individuazione della tipologia di clienti (47,2%), la verifica ed individuazione dei prodotti/servizi (44,4%), l'analisi della concorrenza (43,2%).
Interessante rilevare che i giovani intervistati, ritengono di possedere le competenze necessarie per avviare un'impresa (84.2%), anche se reputano indispensabile avere delle risorse proprie per creare un'impresa (71,1%).
L'84,2% dei giovani è a conoscenza dell'esistenza di incentivi economici a fondo perduto e/o credito agevolato per la creazione di nuove imprese ed il 63.3% di loro pensa che sia la Provincia Regionale di Enna l'Ente erogatore, seguita da Invitalia Sicilia (53%) e dalla Regione Sicilia (50%).

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